Nelle scorse settimane sono rimbalzate sui media e sui social le notizie riguardanti certificazioni Green Pass false: ha fatto il giro del mondo la storia del Green Pass di Hitler Adolf, nato il 1 Gennaio 1900, ed effettivamente validato dall’App Verifica C19. Questa è solo la punta dell’iceberg di un giro continuo di falsificazione dei Green Pass che ha portato le istituzioni ad avere il timore, assai fondato, del furto delle chiavi per l’emissione della certificazione: fin qui nessuna novità, che ci sia un mercato nero di certificazioni riconosciute effettivamente dalle app utilizzate per la validazione del Green Pass non è cosa nuova e le autorità si sono già attivate da tempo per arginare il fenomeno.

La novità è che il Garante ha deciso di attivarsi ed avviare una indagine anche sulle app utilizzate per validare i Green Pass: decisione presa in conseguenza al proliferare, sopratutto sui social, di verifiche effettuate con app diverse da quelle istituzionali come VerificaC19. Infatti, ci sono riscontri sul campo del fatto che alcune di queste app, assolutamente non legittime, possono rubare i dati degli utenti, visualizzare pubblicità e rivendere i dati a terze persone. C’è addirittura il sospetto, ma le indagini faranno chiarezza, che queste app siano collegate ai Green Pass italiani che sono stati trovati in vendita tramite canali illegali.

Sotto la lente del Garante sono finite app che richiedono addirittura una registrazione, mentre alcune cedono a terzi i dati dell’utente che scarica l’app sul dispositivo: tutte comunque, al contrario di Verifica C19, consentono a chi scarica quelle app di leggere i dati personali come nome e cognome, data di nascita e perfino dosi e tamponi effettuati. App che si trovano sia sul Google Play Store che sull’Apple Store: qui ve ne sono molte che permettono di aggiungere perfino dati ulteriori rispetto a quelli che è possibile raccogliere usando Verifica C19 (ad esempio data di vaccinazione e tipo di vaccino).

Sul tema il Garante, in una nota, “mette in guardia tutti gli utenti dallo scaricare queste app, che trattano dati in violazione delle disposizioni di legge, le quali stabiliscono che è l’App VerificaC19, rilasciata del Ministero della Salute, l’unico strumento di verifica delle certificazioni verdi utilizzabile per garantire la privacy delle persone”.

Verifica C19 è l’unica app legittima
Verifica C19 è l’app ufficiale lanciata dal Ministero della Salute, disponibile sia per Android che per iOS. Per effettuare la verifica l’app non si connette ad internet, ma verifica semplicemente che la chiave del certificato che si sta scansionando sia valida: mostrerà una spunta verde per un certificato valido in Europa, azzurra per un certificato valido solo in Italia, Rosso se il certificato non è valido o c’è un errore.

C’è chi però fa notare come sia semplice falsificare Verifica C19, essendo un app open source: rischio che però i governi hanno deciso di correte a fronte dei vantaggi di avere un sistema così progettato a livello internazionale.

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