Scopriamo la Social Currency, quel parametro della presenza di un brand sulle community che si basa sulla profilazione degli utenti

Il valore delle relazioni sociali

Non bastano più i Bitcoin e altre cripto valute che si sono affiancate alle valute tradizionali e, chissà, un giorno le soppianteranno. Oggi, grazie alla rete, abbiamo anche altri strumenti che permettono di valorizzare e monetizzare aziende, brand e prodotti. Di questi non è escluso che si dovrà tenere conto a breve, al momento di redigere i bilanci di un’azienda.

Partiamo dall’osservazione che il consumatore medio più che fidarsi di un brand, si affida a consigli, opinioni e valutazioni che vengono da amici, conoscenti, parenti e, oggi più che mai, dalle sue interazioni online e, principalmente, dai social.

Social Currency: la valuta sociale

Social Currency” è una definizione che risale al 2009, agli albori dei social come li intendiamo oggi. Forse la società di consulenza che lo ha usato per prima non voleva riferirsi solo alle piattaforme allora nascenti, bensì ad un più complessivo contesto sociale.
O forse aveva compreso l’importanza crescente di questo strumento e la necessità di poter misurare quanto le persone parlino nella loro vita, reale e digitale, di un determinato brand.

È infatti un insieme di interazioni (social behaviors) che permette di ottenere un valore che va oltre quello delle pubblicità tradizionali, in quanto non viene solo valutato l’impatto di un singolo spot o di una campagna. La social currency tiene presente una serie di comportamenti che, letti in una chiave unica, permettono di valutare il peso e la forza di un brand.

Monetizzare un valore (apparentemente) immateriale

Conversazioni, affiliazioni, condivisioni di informazioni, forme di supporto, sentimenti identitari e percezioni di utilità. Tutti questi sono parametri essenziali per valutare la presenza di un’azienda online.

Non poche aziende oggi scelgono di operare solo online e, visti i risultati di Amazon, giusto per fare un esempio non casuale, la scelta appare corretta. Ma anche la velocità con cui perfetti sconosciuti si affermano come influencer e blogger a suon di click e condivisioni, ci fa capire quanto sia essenziale (non importante) una presenza online mirata a posizionare aziende e prodotti. Il risultato per un’azienda potrebbe essere anche quello di creare un valore all’apparenza immateriale ma assolutamente monetizzabile sia in termini di aumento vendite sia in incremento del valore immagine. Il caso di Chiara Ferragni è emblematico.

Quantificare le relazioni sociali

Per fare ciò è intuitivo come non si possa prescindere da puntuali valutazioni di tutti gli elementi presenti online. Con particolare attenzione sui comportamenti nel corso delle interazioni che portano i tre risultati che interessano ad un’azienda: reputazione, vendite, fidelizzazione.

È quindi chiaro che gli investimenti pubblicitari di un’azienda non potranno che essere sempre più diretti verso la visibilità online. Visibilità che dovrà essere più che mai mirata ad incoraggiare ulteriori contatti sotto forma di commenti e risposte, interazioni, partecipazioni a gruppi, pubblicazioni strategiche di post. Il ruolo dei social media manager e dei community manager diventerà sempre più importante nell’economia online.

Gli algoritmi sicuramente aiutano e ne verranno creati di nuovi e sempre più performanti. Il loro miglioramento non potrà prescindere dallo studio dei comportamenti che fanno riferimento ai sei parametri sopra indicati. Sono quei sei parametri che, letti in un unicum, formano “la ruota della social currency”.

Per saperne di più > La datificazione della realtà: un viaggio virtuale in auto nella rete, ma siamo noi stessi la destinazione finale

Monetizzare la Social Currency

Nasce quindi la necessità per le aziende di ottenere un consenso da parte degli utenti a questa forma di profilazione abbastanza invasiva ma che permetterà di incrementare questo valore. Un valore che è a tutti gli effetti monetario e che potrà impattare anche sui valori di un’azienda e sul suo stato patrimoniale in caso di vendita o quotazione in borsa.

I benefici dell’investire in social currency? Forbes ne ha individuati sei:

  • miglior fidelizzazione del cliente e conversione in acquirenti;
  • generazione di maggiori contatti effettivi;
  • aumento del traffico sui siti aziendali;
  • aumento della consapevolezza del marchio;
  • fidelizzazione verso il marchio e maggiore credibilità;
  • aumento delle vendite.

C’è altro da aggiungere?

Quel che è certo è che aumenteranno le forme di trattamento dati, ma sembra questo sia il futuro online.

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