Il Garante privacy ha avviato tre istruttorie su altrettante iniziative basate sul principio dello della cittadinanza a punti, ovvero il meccanismo premiante per i cittadini “virtuosi”.


“Cittadinanza a punti” o social scoring: di cosa si parla?

C’è una puntata della popolare serie distopica Black Mirror che narra le vicissitudini di una giovane donna vittima di una serie di equivoci e sventure. Lacie Pound, questo il nome della protagonista, vive in una società in cui chiunque può votare gli altri tramite social. Lacie ha un punteggio di 4,2 su 5 e si impegna moltissimo per essere ancora più popolare. Vuole comprare una nuova casa e, raggiungendo un punteggio di 5 su 5, potrà accedere ad un forte sconto. Un’amica molto popolare (4,8) le offre una occasione irripetibile: parlare al suo matrimonio. Un discorso che, se conquistasse le simpatie del pubblico, le permetterebbe di fare un bel salto avanti nel ranking sociale.

Il volo che deve prendere per raggiungere il luogo del matrimonio viene cancellato. Non ha un punteggio sufficiente, però, per avere un posto su un altro volo. Si altera, se la prende con la guardia di sicurezza dell’aeroporto, che la punisce. Per 24h Lacie vede abbassato il proprio punteggio di popolarità. Cerca comunque di raggiungere il matrimonio facendo l’autostop, ma nessuno le dà un passaggio. Il suo punteggio è troppo basso e nessuno si fida di lei. Soltanto un’anziana camionista le dà un passaggio. Nel viaggio l’anziana autista le racconta di come anche lei fosse ossessionata dal “ranking”. Almeno fino a quando suo marito non morì di cancro: i medici preferirono curare un paziente con un punteggio di popolarità più alto.

Lacie arriva al matrimonio, ma la sua amica la chiama per dirle di non presentarsi. Il suo punteggio ormai troppo basso la imbarazza. Si presenta comunque al matrimonio, si ubriaca e rovina la festa a tutti. Viene arrestata. Ma è libera, perchè non si preoccuperà più della sua popolarità.

Certo, è una descrizione estrema della “cittadinanza a punti” ma il collegamento tra vantaggi / diritti e un punteggio associato da terzi preoccupa il Garante.

Il Garante attiva tre istruttorie verso enti locali che hanno attivato progetti di cittadinanza a punti

Il Garante ha deciso di attivarsi sul tema della cittadinanza a punti perché sempre più spesso gli enti locali stanno avviando o mostrando interesse a meccanismi di scoring da associare a comportamenti “virtuosi” e dal quale dipendono vantaggi/sanzioni e diritti.

“Le tre istruttorie sono state avviate sia su segnalazione che d’ufficio da parte del Garante”

così si legge nel comunicato stampa sul tema.

“Gli interventi dell’Autorità si sono resi necessari a causa dei rischi connessi a meccanismi di profilazione che comportino una sorta di “cittadinanza a punti” e dai quali possano derivare conseguenze giuridiche negative sui diritti e le libertà degli interessati, inclusi i soggetti più vulnerabili.”

prosegue il comunicato.

Uno sguardo più ampio > Filosofia dei dati personali

Cittadinanza a punti: i progetti sotto osservazione dal Garante

I progetti attenzionati dal Garante sono tre:

  • la prima istruttoria riguarda il “progetto Pollicino”. E’ un’indagine statistica promossa da dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, dal Ministero della transizione ecologica e dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili. Lo scopo è quello di invitare i cittadini a condividere i propri dati per consentire un’analisi della mobilità Al termine dell’indagine è previsto che il cittadino che ha condiviso i dati riceva premi offerti dai partner privati del Progetto. Il primo comune riguardato dall’indagine sarà quello di Bologna;
  • la seconda riguarda l’iniziativa “smart citizen wallet” del Comune di Bologna. Il progetto prevede che cittadini aderenti su base volontaria possano accumulare “crediti” entro un “wallet”. Tali crediti consentono di accedere ad una serie di premi o incentivi messi a disposizione dal Comune e dai partner privati accreditati;
  • la terza istruttoria riguarda un progetto del Comune di Fidenza. Il Comune ha introdotto con regolamento proprio, un meccanismo chiamato “Carta dell’Assegnatario” che regola l’accesso agli alloggi di edilizia residenziale pubblica. Il meccanismo di scoring, in questo caso, è associato al comportamento tenuto dagli assegnatari degli alloggi ed prevede premi ma anche a sanzioni, fino, addirittura, alla risoluzione / decadenza del contratto di locazione. In questo caso il Garante fa notare

“il rischio di possibili conseguenze pregiudizievoli in capo a categorie di soggetti vulnerabili”.

Sotto osservazione prima di tutto, come sono raccolti e trattati i dati a partire dalla verifica della loro eventuale pseudonimizzazione o anonimizzazione.

“Nel richiamare tutti gli enti locali a valutare con la massima attenzione eventuali future adozioni di progetti di “social scoring” o sue derivazioni, il Garante ribadisce la necessità che queste iniziative siano sempre e comunque anticipate da puntuali valutazioni di impatto e rispettino i principi fondamentali del Regolamento Ue.”

conclude il Garante.

Qui è disponibile il comunicato stampa completo del Garante

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