Multa per area videosorvegliata: il Garante privacy, tra Aprile e Maggio, ha sanzionato piccole e medie attività per mancata conformità alla normativa privacy.

Multa area videosorvegliata: sanzionato un bar / tabaccheria


C’è ancora la convinzione, indubbiamente errata, che la normativa privacy e il GDPR in particolare riguardino solo le grandi aziende. Bene, il Garante italiano ha deciso di ribadire che così non è. E lo ha fatto emettendo, tra Aprile e Maggio 2022, varie sanzioni anche a piccole e medie imprese.

Per approfondire > Videosorveglianza: quali obblighi normativi?

Ad esempio, col provvedimento 168 del 28 Aprile 2022, ha sanzionato un bar tabaccheria di Roma. La Questura di Roma, distretto di San Basilio, ha condotto un accertamento nella zona dove sorge il bar in oggetto. Ha quindi segnalato la presenza di un impianto di videosorveglianza, esterno al locale, composto da due telecamere. Risultava però completamente assente la relativa cartellonistica.

Il Garante ha quindi comunicato l’avvio del procedimento sanzionatorio alla proprietà del locale. Questi provvedeva, dopo il controllo, al posizionamento della necessaria cartellonistica inviando quindi al Garante riprova dell’adeguamento normativo.

Ciò non ha impedito al Garante di sanzionare l’attività. Ribadendo che l’uso di impianti di videosorveglianza può determinare trattamento di dati personali, diviene obbligatorio il rispetto del principio di trasparenza. Ne consegue l’obbligo di delimitare l’area videosorvegliata ed esporre la necessaria cartellonistica. Il Garante, valutata la natura e durata della violazione, il livello di cooperazione e l’assenza di precedenti sanzioni, ha optato per una sanzione di 2000 euro e per la pubblicazione del provvedimento con esplicitati i riferimenti alla società sanzionata.

Qui il provvedimento completo

Sanzionato il minimarket: mancata esposizione dei cartelli di area videosorvegliata

Col provvedimento 179 del 12 maggio 2022 il Garante privacy ha sanzionato un minimarket romano. La Questura di Roma ha accertato che, presso l’attività di minimarket in oggetto, era attivo un impianto di videosorveglianza composto da 4 telecamere. Tutte le telecamere, interne al negozio, erano attive e funzionanti ma completamente sprovviste della necessaria cartellonistica.

Il Garante ha quindi comunicato l’avvio del procedimento sanzionatorio, ma il titolare dell’attività non ha presentato scritti difensivi e non ha presentato alcun documento. Così l’autorità ha proceduto a comminare la sanzione

“nel caso di specie, risulta comprovato in atti che la parte abbia effettuato un trattamento di dati personali, per mezzo di un impianto di videosorveglianza, in assenza della prescritta informativa. Tale condotta si pone in contrasto con quanto stabilito dall’art. 13 del Regolamento, in base al quale il titolare del trattamento è tenuto a fornire all’interessato tutte le informazioni relative alle caratteristiche essenziali del trattamento”

sui legge nel provvedimento.

In questo caso il Garante ha valutato come congrua e sufficientemente dissuasiva una sanzione di 1000 euro, per violazione degli art.5 e 13 del GDPR.

Qui il provvedimento completo

Sanzionato il rivenditore di auto usate: violato sia il GDPR che lo Statuto dei Lavoratori


Col provvedimento 178 del 12 Maggio invece, il Garante ha sanzionato un rivenditore di auto usate. In questo caso, la Polizia locale di un comune nel novarese ha rilevato, nell’ambito di altri controlli, la presenza di un impianto di sorveglianza nell’autoconcessionaria in questione. Ha quindi inviato segnalazione all’autorità Garante che ha ricostruito come nell’impresa fossero attive 14 telecamere funzionanti, poste sia all’interno che all’esterno dei locali aziendali. Alcune riprendevano anche la strada pubblica, oltre il perimetro della proprietà privata della concessionaria auto.

Non solo: l’attività di verifica permetteva di ricostruire anche come le immagini riprese dal sistema di videosorveglianza fossero utilizzate anche per controllare a distanza i lavoratori. Il garante ha ricostruito come tale sorveglianza non fosse stata approntata nel rispetto dell’art. 4 dello Statuto dei Lavoratori. Poco conta, spiega il garante, che i lavoratori fossero stati informati e avessero firmato l’informativa relativa. In ambito lavorativo, ha ribadito, il consenso non costituisce idonea base giuridica a legittimazione del trattamento dati personali. Inoltre in ambito lavorativo, gli impianti di videosorveglianza possono essere impiegati solo

“per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale” e la relativa installazione deve, in ogni caso, essere eseguita previa stipulazione di un accordo collettivo con la rappresentanza sindacale unitaria o con le rappresentanze sindacali aziendali”.

L’autoconcessionario ha provveduto a provare al Garante la totale rimozione dell’impianto di videosorveglianza e la cancellazione definitiva di tutte le immagini. Ciò non ha salvato il concessionario auto da sanzione. Il Garante ha valutato come congrua una sanzione di 3000 euro, apprezzando la collaborazione del concessionario.

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Sanzioni videosorveglianza: un’impresa di commercio al dettaglio sanzionata per assenza di cartellonistica

Il 12 maggio 2022 il garante ha emesso un altro provvedimento sanzionatorio. In questo caso la Guardia di Finanza di Susa ha accertato la presenza, entro un bazar di proprietà di cittadini cinesi, di un impianto di videosorveglianza composto da ben 12 telecamere, di cui solo 4 realmente funzionanti. L’area videosorvegliata non era segnalata da alcuna cartellonistica e non risultava neppure l’autorizzazione necessaria da parte dell’Ispettorato del Lavoro.

Il titolare del trattamento (e dell’impresa), pur ricevendo la segnalazione di avvio del procedimento sanzionatorio, non ha prodotto alcuna documentazione. Il garante ha optato per una sanzione di 20.000 euro. Un costo così alto è dovuto al fatto che la violazione è stata di lunga durata, ha impattato apertamente coi diritti dei lavoratori e, soprattutto, che il proprietario non ha assolutamente cooperato con l’autorità. Non solo; non ha dato alcuna dimostrazione di aver adempiuto agli obblighi di legge una volta ricevuta comunicazione dell’avvio del procedimento.

Qui il provvedimento completo

Sanzionato un ristorante: mancata esposizione dei cartelli di area videosorvegliata

L’ultima multa per area videosorvegliata non segnalata è stata comminata ad un ristorante. Anche in questo caso il Garante privacy si è attivato dopo segnalazione della Polizia Locale di Vallesabbia, nel bresciano. La Polizia Locale riscontrava la presenza di 3 telecamere poste all’intero di un ristorante turco nel quale però non c’era traccia dei relativi cartelli informativi.

Tutte e tre le telecamere, come emerso nell’istruttoria, erano funzionanti e avevano dato origine ad un trattamento dati personali. L’assenza della cartellonistica obbligatoria ha comportato la violazione dell’art. 13 del GDPR. Anche in questo caso la mancata cooperazione del titolare ha comportato aggravio della sanzione. Oltre alla pubblicazione del provvedimento con citazione della ragione sociale dell’impresa, è stata comminata una sanzione di 2000 euro.

Qui il provvedimento completo


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